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PROGETTO SCIENZE

Il grosso della burrasca scivola fra Ionio e mar Libico, domani forti mareggiate sulla Cirenaica

The Weather

Dopo aver spazzato le regioni meridionali e la Sicilia, con venti che hanno raggiunto l’intensità di burrasca forte e tempesta, il grosso della “maestralata” ora scivola verso lo Ionio, per dipanarsi molto rapidamente in direzione del mar Libico e delle coste della Cirenaica. Il fitto “gradiente barico orizzontale” che in queste ore si è disposto fra l’Italia meridionali e la Grecia, sta pilotando verso le nostre regioni centro-meridionali, in particolare lungo il versante adriatico, venti piuttosto intensi che si orientano attorno una componente da N-NO e Nord, con raffiche che potranno toccare picchi di oltre 70-80 km/h sul Salento, Calabria ionica e Sicilia orientale.

wind10m_AE_web_19Gli intensi venti di maestrale e tramontana che nelle scorse ore hanno spazzato l’Adriatico centrale e il settore orientale del basso Tirreno si calmeranno del tutto non prima della mattinata di domani. Le ultime burrasche nelle prossime ore interesseranno principalmente la Puglia e i settori ionici…

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Violenti temporali flagellano il sud America, dall’Amazzonia all’Argentina fioriscono cumulonembi

The Weather

In questi giorni anche il sud-America è stato flagellato dal maltempo e dai temporali che purtroppo hanno causato tanti danni e molti disagi. Dall’Argentina centrale fino all’Amazzonia e alla fascia andina boliviana, peruviana e colombiana è stato un continuo formare di grandi “cellule temporalesche” e sistemi temporaleschi più complessi, di natura “multicellulare”, o persino “supercellulare” in qualche caso specifico, nel nord-est dell’Argentina. Del resto l’avvento dell’autunno australe è caratterizzato dai fenomeni temporaleschi estremi, molto diffusi sulla Pampa argentina, dove molto spesso i primi impulsi freddi che risalgono dalle basse latitudini oceaniche vengono preceduti da violente sferzate temporalesche, accompagnate da forti grandinate, colpi di vento e nei casi più intensi da fenomeni vorticosi o autentici tornado. Difatti, proprio in questo periodo dell’anno, la cessazione della radiazione solare agevola un più rapido raffreddamento dell’immenso tavolato di ghiaccio antartico, con la conseguente intensificazione delle famose “westerlies”, gli impetuosi venti occidentali che…

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Forte maltempo tra il Baltico e la Russia, a San Pietroburgo raffiche prossime ai 90 km/h

The Weather

Mentre sul Mediterraneo il tempo continua ad essere governato dalle propaggini più orientali di un promontorio anticiclonico di origine oceanica, il flusso perturbato principale continua a scorrere a latitudini piuttosto elevate, fra il nord Atlantico e la penisola Scandinava, presentando degli impetuosi “Jet Streaks” (massimi di velocità del “getto polare” nell’alta troposfera) che nelle prossime ore scorreranno sopra la Norvegia e la Svezia meridionale, per poi proseguire verso l’Europa centrale, il mar Baltico, la Polonia, la Slovacchia e l’Ungheria. Nella giornata di ieri una significativa ondata di maltempo, dopo aver interessato la penisola Scandinava, ha colpito le Repubbliche Baltiche e il settore occidentale della Russia europea, con piogge, nevicate diffuse, rovesci e soprattutto venti molto forti, da O-SO e Ovest, che hanno raggiunto l’intensità di burrasca forte sul mar Baltico e sul Golfo di Finlandia, con raffiche che hanno toccato punte di oltre i 70-80 km/h. Ma con…

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INVERNO 2019: MILLE VOLTI IN UN CONTESTO SOSTANZIALMENTE NORMALE

L'inverno che è appena terminato ha mostrato grande dinamicità con importanti anomalie, a livello globale, che analizzeremo puntualmente che hanno determinato molti differenti pattern a seconda dei luoghi del nord emisfero e dei periodi climatici di riferimento. In Europa, l'inverno... Continue Reading →

La colossale bufale delle “scie chimiche” messa a nudo dal grafico di Appleman

The Weather

Tralasciando le varie campagne di disinformazione e le opinioni di “soggetti” facilmente manipolabili, non sufficientemente avvezzi al ragionamento scientifico, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su una tematica molto delicata, quella inerente le “scie di condensazione”, note in inglese come “contrails”. Tutti gli aerei, oltre al vapore acqueo, emettono altre sostanze come ad esempio biossido di carbonio, ossidi di azoto, monossido di carbonio, idrocarburi come il metano, solfati, particolato, come normale prodotto delle combustioni. L’aria che viene espulsa dalle turbine di un aereo contiene vapore (oltre alle sostanze sopra enunciate), che si aggiunge a quello già presente in atmosfera. Inoltre, a quelle quote (parliamo di 10 km di altezza), le temperature dell’aria estremamente basse (possono scendere al di sotto dei -60°C) favoriscono un ulteriore espansione. L’avvezione di vapore, sommandosi al raffreddamento (dovuto all’ambiente circostante e all’espansione), rendono più o meno probabile la rapida condensazione del vapore…

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Arriva marzo e i tropici iniziano a bollire

The Weather

Con l’arrivo del mese di marzo anche le aree interne del sub-continente indiano cominciano a scaldarsi, risentendo del continuo soleggiamento diurno e della scarsa ventilazione nei bassi strati. Nei giorni scorsi in India sono stati misurati i primi over +40°C di questo 2019. In particolare nella giornata di ieri a Tirupathi è stata registrata una massima di ben +40,4°C. In queste settimane la calura continuerà ad intensificarsi, soprattutto sugli stati meridionali e centrali, lì dove il sole comincerà ad avvicinarsi allo “Zenit” man mano che ci avviciniamo alla prima decade di marzo. Ma nei prossimi giorni, grazie anche alla circolazione piuttosto “lasca” nei bassi strati, molte località e città, soprattutto negli stati centrali e meridionali dell’India, supereranno abbondantemente i +40°C +42°C all’ombra, con picchi anche di oltre i +43°C +44°C. Occorre ricordare che la primavera in India rappresenta la stagione più calda dell’anno che si conclude verso metà…

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Le conseguenze del ricompattamento del vortice polare

The Weather

Con l’arrivo di marzo il vortice polare troposferico torna a ricompattarsi in sede artica, presentando un assetto bipolare, con due grandi lobi posizionati, rispettivamente, fra l’arcipelago Artico canadese e le coste artiche siberiane, dove sono stabilizzate due vaste circolazioni depressionarie colme di aria molto gelida alle quote superiori della troposfera. Un vortice polare cosi compatto di solito mantiene l’aria molto fredda, di origine artica, a ridosso del mar Glaciale Artico, favorendo un continuo raffreddamento di tutta la zona artica, dove le temperature scivolano abbondantemente sotto la soglia dei +0°C, arrivando a toccare valori di -20°C -30°C a bassa quota.

plot001_f30Le aree più fredde, al momento, sono quelle a nord della costa groenlandese, dove si segnalano valori al di sotto dei -25°C -30°C a quote relativamente molto basse. Tale raffreddamento dell’Artico, a sua volta, tende a rafforzare il “gradiente di geopotenziale” ed il “gradiente termico orizzontale” fra le latitudini artiche…

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La principale regia sull’andamento meteo/climatico planetario; i segreti della “corrente a getto”

The Weather

La “Corrente a getto”, meglio nota in inglese con il termine di “Jet Stream”, non è altro che un intenso flusso d’aria, di sezione piuttosto ristretta, che spira con notevole intensità nell’alta troposfera, lungo il limite meridionale con la bassa stratosfera. Spesso sottovalutata nell’ambito meteorologico la “Jet Stream” produce degli effetti determinanti nel complesso meccanismo climatico del nostro pianeta. Il suo andamento predispone la formazione delle varie figure bariche che influenzano l’andamento meteo/climatico nell’intero emisfero. Fu scoperta per la prima volta solo agli inizi del novecento dai meteorologi inglesi.

plot009_f30Ma i primi a studiarla e catalogarla furono i meteorologi giapponesi. Su tutti spiccano i primi studi e monitoraggi del meteorologo nipponico, Wasaburo Ooishi, che fu il primo a notare la presenza di fortissimi venti in alta quota che spingevano verso l’oceano Pacifico i primi palloni meteorologici che periodicamente venivano sganciati dalla stazione del monte Fuji. Nel periodo…

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Altro che fine inverno, sembra tarda primavera!!

The Weather

Dopo le avvezioni fredde, di origine continentale, che hanno caratterizzato l’ultima decade di febbraio, con le nevicate fino a bassa quota sui rilievi del centro-sud, sul resto delle regioni italiane l’inverno pare sia andato in letargo. Per molte regioni italiani anche quello del 2019 rischia di essere catalogato come l’ennesimo inverno mite, secco, che rischia di chiudere con tanto di anomalie termiche positive. Ieri è andata in archivio l’ennesima giornata calda e assolata che si è conclusa con l’abbattimento di decine e decine di record assoluti di caldo mensili per il mese di febbraio, con massime di oltre +21°C +22°C.  Ed in base al quadro barico che nelle prossime settimane si presenterà sull’area euro-atlantica purtroppo lascia presagire che, almeno fino alla metà di marzo, l’aria gelida proveniente dalle latitudini polari difficilmente riuscirà a versarsi sul bacino centrale del Mediterraneo, dando luogo a quei intensi colpi di coda della stagione…

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