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Salve amici, la mappa con la quale apriamo l’articolo mostra la situazione barica a 100 Hpa, in una zona che i climatologi chiamano stratosfera. Questa è la zona dove si sviluppano le correnti a getto che regolano il tempo meteorologico alle alte latitudini ed a quelle medie. In condizioni normali, l’andamento delle correnti deve essere concentrico con centro sul polo, in queste condizioni si dice che il vortice polare è compatto e le correnti filano spedite da ovest verso est determinando alle medie latitudini europee, tempo atlantico o anticiclonico. Quando esso invece si sposta dalla situazione di stabilità con formazioni di lobi o con spastamento del centro verso le più basse latitudini, il vortice polare diventa instabile, determinando scostamenti dal flusso generale ovest-est, generando sulle medie latitudini irruzioni di aria fredda polare o artico continentale. Come possiamo vedere dalla mappa, in questi giorni il vortice polare appare disturbato con una bilobazione evidente ed un  terzo lobo,appena accennato, separato dall’asse principale, verso l’Europa. In queste condizioni la stabilità meteorologica sul vecchio continente è un’utopia. Quindi possiamo confermare che anche il proseguio di ottobre sarà caratterizzato dalla instabilità meteorlogica e dalla possibilità che altre gocce fredde di origine nord atlantica possano interessare l’Europa. Nello specifico presentiamo qui di seguito una previsione a dieci giorni di questo importante parametro atmosferico:gfs_z100_nh_f24.pngIn queste condizioni la stabilità meteorologica sul vecchio continente è un’utopia. Quindi possiamo confermare che anche il proseguio di ottobre sarà caratterizzato dalla instabilità meteorlogica e dalla possibilità che altre gocce fredde di origine nord atlantica possano interessare l’Europa

Ancora una volta è evidente la forte bilobazione del VP con ansa instabile anche sull’Europa, che potrebbe determinare una nuova irruzione fredda per la fine del mese. Altrettanto interessante la dislocazione di una parte del VP in zona canadese, se confermata, potrebbe determinare una ripresa del flusso zonale ed un relativo miglioramento delle condizioni meteorologiche in Europa all’inizio di novembre. Ma ne riparleremo in seguito.

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