Salve amici. Questo periodo climatico è il più importante per le sorti dell’inverno futuro. Questo è il tempo delle prime nevicate alle alte latitudini che con l’effetto albedo determineranno un ulteriore raffreddamento delle pianure continentali. Ed è anche il tempo della formazione del VP stratosferico che modulerà l’andamento delle correnti in quota, vero e proprio motore dell’andamento meteorologico generale. Il vero punto interrogativo che i climatologi si pongono in questo periodo è: se ci sarà uno stratcooling oppure no. Spieghiamo bene di cosa stiamo parlando. Nel semestre freddo, con la mancata insolazione delle alte latitudini, la stratosfera diventa sempre più fredda, e questo raffreddamento determina la formazione di un vortice polare che traina le correnti a tutte le quote da ovest a est. Se il vortice polare è molto freddo, sarà anche molto chiuso e determinerà una sostanziale assenza di scambi meridiani con le medie e basse latitudini, al contrario, si determineranno le condizioni per intense e frequenti avvezioni fredde con conseguente maltempo e possibili nevicate alle medie e basse latitudini. Al momento questo stracooling non appare evidente nel corso dei prossimi dieci giorni come possiamo notare dalle due carte che mettiamo qui di seguito in allegato.

Il risultato di tutto ciò lo vediamo qui di seguito presentando l’andamento delle isobare a 100 Hpa nei prossimi giorni:

Possibili irruzioni fredde all’inizio di novembre in Europa? Bisogna monitorare, una cosa appare certa: la stratosfera appare più instabile degli scorsi anni, dunque dinamicità meteorologica assicurata.

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