Salve amici, quello che succede sopra le nostre teste oltre i dieci mila metri, disegna una stagione invernale molto interessante. Andiamo per ordine. Partiamo dalla stratosfera. Come detto, il vortice polare stratosferico appare molto disturbato ed incapace di riorganizzarsi. Questo a causa di un mancato forte raffreddamento a tutte le quote a cui si aggiungerà una nuova incognita. Guardiamo infatti le prime due immagini relative alla previsione, a 240 ore delle temperature a 100 Hpa e a 1 Hpa dell’emisfero settentrionale.

Siamo di fronte ad una classica configurazione instabile del VP stratosferico che potrebbe determinare un evento chiamato TST event, esso determina una destabilizzazione del Vortice Polare dovuta ad un repentino riscaldamento della troposfera che si riflette alle più alte zone della troposfera e in fine si ripercuote nuovamente in troposfera. Con la formazione di un classico Stratwarming. Siamo ancora all’inizio della stagione, ma i segnali sembrano abbastanza inconfondibili. Il VP è in difficoltà e lo confermano le mappe che riportiamo qui di seguito:

Evidente un acceso di divisione, split, del vortice polare stratosferico, con un ansa depressionaria sull’Italia che potrebbe portare la prima importante irruzione fredda dell’anno. Come se non bastasse, in zona russia si vino creando le condizioni per la nascita dell’anticiclone siberiano. Potremmo dunque vere un novembre dai connotati tipicamente invernali? I presupposti ci sono tutti, monitoreremo attentamente la situazione.

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