Abbiamo già avuto modo di affermare come quest’anno il Vortice polare, appaia instabile, soggetto quindi a possibili scambi meridiani anche intensi con le medie e basse latitudini. Il primo di questi scambi riguarda in queste l’oceano Atlantico con una cospicua discesa fredda che interessa principalmente Gran Bretagna e Spagna, con l’ Europa centrale a subire gli effetti della risposta scroccale conseguente. Piogge dunque per tutta la settimana sul nord ovest italiano e regioni tirreniche e clima decisamente mite per il periodo. Ma come detto, quest’anno, potremmo vivere un periodo invernale differente dagli ultimi tre, caratterizzati da flussi prevalentemente oceanici e clima mite. Molto dipenderà da cosa accadrà nei prossimi giorni in stratosfera, e questo francamente appare un dilemma. Come detto negli scorsi articoli, infatti, la nostra stratosfera vive due tendenze diametralmente opposte. L’alta stratosfera subirà nei prossimi giorni un cospicuo raffreddamento, mentre la bassa troposfera continuerà a far affluire ingenti quantitativi di calore verso l’alto. Questo potrebbe produrre un TST event come si diceva già in ottobre e voglio mostrarvi gli effetti di questo evento a scopo didattico utilizzando le analisi di oggi del NOAA.

 

E’ didatticamente evidentissimo il riscaldamento che si propaga nel tempo dalla bassa stratosfera in zona canadese e che salendo di quota determina il riscaldamento dell’alta stratosfera ruotando nella posizione dello stratwarming in senso orario determinando alla fine un cospicuo riscaldamento della stratosfera a 10 Hpa in zona siberiana. Gli effetti di questo riscaldamento sono per il momento ascrivibili ad un disassamento del VP dalla zona polare, dissassamento che  non produrrà alcuna forma di split o di cambio di circolazione in senso retrogrado. Quindi mi sentirei di escludere assolutamente per i prossimi venti giorni irruzioni di aria fredda continentale russa. Diversa invece è la situazione per quanto riguarda la dinamicità del prossimo periodo. Infatti come possiamo vedere dalle prossime immagini ci sono due considerazioni da fare:

IL NOCCIOLO GELIDO DEL VP RESTA SULLA SIBERIA

L’EUROPA RESTA SOTTO L’INFLUENZA DI ONDULAZIONI CHE PER IL MOMENTO PREDILIGONO LA VIA IBERICA MA CHE POTREBBERO INTERESSARE MARGINALMENTE ANCHE IL NORD ITALIA.

QUESTE ONDULAZIONI POTREBBERO DETERMINARE NELLA PRIMA DECADE DEL MESE DI DICEMBRE UN COSPICUO SCAMBIO MERIDIANO CON IL COMPARTO ARTICO CONTINENTALE

L’andamento delle correnti in quota sarà ancora con direttrice iberica, ma il nocciolo gelido disassato dalla sua posizione naturale sarebbe in teoria pronto a determinare degli scambi artici continentali nel prossimo mese di dicembre. In conclusione, mi aspetto per la fine di novembre un marginale interessamento del nord Italia da parte di aria più fredda di origine artico marittima. Possibile per la prima decade di dicembre uno scambio meridiano più cospicuo dai quadranti artico continentali a causa della propagazione del TST event in corso. Ci aggiorniamo prossimamente con le possibili conferme. Come al solito rimaniamo in bilico…

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