Salve amici, da quando i modelli di previsione sono fruibili dalla collettività attraverso una semplice connessione internet, molto spesso siamo stati di fronte a previsioni eclatanti che successivamente si “sgonfiavano”nella intensità ed a volte persino nella loro stessa veridicità. Oggi, in questo articolo dunque non vogliamo cadere nell’errore di dare per certo un evento storico. Vogliamo solo mettere un punto, fissare qualche paletto. L’emissione odierna del modello americano GFS, infatti, delinea un evento dalla portata storica, che non possiamo dare per certo soltanto perché descrive una previsione a 6-7 giorni, per cui, prendetela come è: una linea di tendenza, che però ha, come, vedremo, una solida base probabilistica, ed un’altrettanto valida base meteo-climatica, come abbiamo avuto modo di ribadire più volte in questi giorni analizzando la dinamica strato-tropo. Andiamo però nel dettaglio dell’emissione odierna, perché essa merita un’analisi approfondita. Presenteremo in questo articolo i cosiddetti “spaghetti” di alcune città italiane. Spieghiamo nello specifico cosa significa spaghetti: con questo termine si intende un diagramma che, per un determinato parametro, in questo caso analizzeremo le temperature a 850 Hpa (1500m), descrive tutte le sue perturbazioni. Si dice in gergo perturbazione la simulazione di una determinata previsione rispetto alla variazione, appunto perturbazione, di determinati parametri iniziali. In parole povere, le perturbazioni, cercano di determinare la deviazione standard, la percentuale di errore, che una determinata previsione assume su di se. Se queste perturbazioni, queste curve, sono molto vicine tra loro, la previsione del modello viene ritenuta molto attendibile, se essi sono scostati l’uno dall’altro, la previsione rimane incerta. Detto ciò andiamo nello specifico vedendo gli “spaghetti” pubblicati dal sito www.wetterzentrale.de. per : Trieste, Bologna, Ancona, Pescara, Termoli, Bari, Taranto, Reggio-Calabria, Palermo, Milano, Genova e Roma.

trieste

Trieste. Città che tradizionalmente determina la magnitudo delle irruzioni gelide in Italia, particolarmente importante per le irruzioni artico-continentali come questa. Spaghi chiusi per il 4 gennaio, prima irruzione artica, con una media di -6°C a 850 Hpa, meno chiusi per il 6 gennaio ma con una media intorno ai -13°C a 850 Hpa. Sottolineo che si tratta di una media, come si può evincere ci sono perturbazioni con isoterme a 850 Hpa dell’ordine di -16/-17°C. Inutile sottolineare come irruzioni di questo tipo siano estremamente rare in Italia.

bologna

Bologna, spaghi ancora aperti per il 4 gennaio con una media oscillante tra i -2/-3°C.  Ancora aperti sul 6 gennaio con una media di -10,2°C e perturbazioni che si avvicinano ai -15°C.

ancona

Ancona, siamo nell’epicentro dell’irruzione, secondo il modello americano, la prima irruzione, molto vicina alla seconda, propone media di -3°C, la seconda, quella del 6 gennaio porta una media di -13°C, con molte perturbazioni che si attestano sui -15°C.

Pescara.jpeg

Pescara, irruzione del 4 gennaio abbastanza chiusa sui -4°C, irruzione del 6 gennaio che presenta una media di -11,8°C, anche qui, picchi vicini a -15°C. Inutile dire che da Ancona in giù l’effetto stau determinerebbe pesanti nevicate sulle coste con accumuli pesanti, se anche solo la media che stiamo proponendo fosse confermata.

termoli

Termoli, spaghi ancora aperti sulla prima irruzione del 4 gennaio, molto più blanda rispetto alle altre città, pesante invece la seconda del 6 gennaio con media di -12,95°C e molte perturbazioni introno ai -15°C. Anche qui sarebbero intense nevicate con temperature sotto lo zero sulle coste.

Bari e Taranto, prima irruzione pressoché assente, pesante invece quella del 6 gennaio con media intorno ai -11°C e picchi sui -13°C. Inutile dire che in queste città, il mix di geopotenziali bassi, adriatico-snow effect e temperature gelide potrebbe determinare nevicate diffuse e situazioni di grave disagio nell’interno.

Pesanti gli effetti anche all’estremo sud con media di reggio Calabria intorno ai -9°C e per Palermo di -7°C, con possibili nevicate anche in prossimità delle coste.

La irruzione vista da GFS esprimerebbe minori effetti sia all’estremo nord che sulle regioni centrali tirreniche. Voglio a tal proposito mostrare gli “spaghetti” per Romaroma

Media degli spaghetti intorno ai -10°C ma con effetti scarsi o nulli per via dell’ Appennino che seccherebbe le correnti provenienti da oriente.

Per Milano e Genova in fine voglio mostrare gli spaghi per sottolineare, una possibilità, per il momento remota, che l’irruzione prevista con direttrice orientale possa avere una traiettoria più occidentale coinvolgendo tutto il nord del paese.

Come possiamo vedere gli “spaghi” per queste città risultano più aperti, sintomo di una deviazione standard più forte, alcuni sembrano approssimarsi ai -10°C e superarli, con un possibile dunque coinvolgimento più cospicuo. Insomma ho voluto pubblicare queste previsioni perché di rado ho potuto leggere valori come questi e dunque ho ritenuto doveroso pubblicarli, perché se dovessero essere confermati nella loro totalità, descriverebbero i confini di una delle più importanti irruzioni fredde degli ultimi trent’anni in Italia.

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