Salve, i modelli oggi sostanzialmente confermano la irruzione di aria fredda che colpirà il nostro paese nel corso del prossimo weekend. Possiamo essere ormai abbastanza certi che il sud assaggerà i rigori dell’inverno come non avveniva dal dicembre del 2014. Anzi, sembra che quella che si prospetta possa essere una irruzione ancora più forte rispetto a quella che colpì il nostro paese in quella circostanza. Partiamo proprio da questo punto per iniziare a definire i confini di questa prossima irruzione. Quella che colpirà il nostro paese nel prossimo weekend, sarà una irruzione di tipo artico continentale. Ciò significa che l’origine delle masse d’aria che interesseranno l’Italia sarà artica, ma con una connotazione continentale cioè di estrazione direttamente proveniente dalle steppe siberiane passando per la Lapponia. Ciò significa che essa avrà sia le caratteristiche tipiche dell’irruzione artica, geopotenziali molto bassi e temperature in quota altrettanto basse, che le caratteristiche continentali: aria pesante (pellicolare) con temperature molto basse al suolo. La configurazione che si preannuncia dunque è tra le più penalizzanti per il nostro paese, soprattutto per le regioni meridionali italiane ed adriatiche. L’irruzione che sta per interessarci è parente prossima alle irruzioni che interessarono il nostro paese a dicembre del 1991, a fine gennaio del 1999 e, quella più interessante perché la più cruda degli ultimi quarant’anni, quella del gennaio 1979. Lo dico, perché in tutti questi casi, l’origine della massa d’aria che ci interessò era la medesima, ed in tutti questi casi una delle regioni più colpita, forse la più colpita, fu la Puglia, per la sua posizione fortemente esposta alle rasoiate artiche, ancora più che a quelle di estrazione marcatamente russa, che spesso degenerano in traiettorie che la sfavoriscono. Quindi, ancor prima di proporre i primi LAMMA di previsione, posso senza dubbio confermare che nelle 48 ore che vanno dalla mezzanotte del 6 gennaio alla mezzanotte dell’8 di gennaio nevicate diffuse potranno colpire anche copiosamente il “tacco d’Italia”. Lo dico considerando l’esperienza storica che le succitate irruzioni precedentemente considerate hanno espresso sulla Puglia: in tre occasioni su quattro nevicò con accumulo a Taranto, per intenderci. Detto ciò veniamo ai dati scientifici, proponendo i LAMMA relativi agli accumuli al suolo per i giorni 6 e 7 gennaio.

Evidenti le regioni maggiormente colpite: Sud Marche, Abruzzo, Molise, Puglia con particolare riferimento alla Murgia, Basilicata e Sicilia. In misura minore appare colpita la Calabria, meno esposta dal punto di vista precipitato alle irruzioni di questo genere. In queste zone, alla fine dell’evento potremmo contare accumuli nevosi di tutto rispetto. Per comprendere comunque la particolare situazione meteorologica che ci si prospetta davanti vorrei anche proporre una carta LAMMA relativa alle precipitazioni:

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Evidente in questo grafico riferito alla mezzanotte del 7 gennaio, come nevicate potranno colpire anche il salento ed il tarantino, pur non comparendo accumuli nel grafico precedente. Concludo questa mia analisi con il capitolo temperature. Nel resto del paese infatti arriverà il gelo con giornate di ghiaccio in Pianura Padana. Questo afflusso gelido infatti potrebbe determinare la formazione di un cuscino gelido pronto ad essere sfruttato in seguito quando sembra sempre più probabile una nuova pulsazione della wave2 più occidentale con interessamento questa volta proprio delle regioni settentrionali. Ma ne riparleremo.

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