Da questo articolo di LORENZO DI VICENZA postato anni fa sul sito meteolive una bellissima spiegazione di ciò che scatta in un nevofilo (neologismo utilizzato per indicare un appassionato – solo per usare un eufemismo – di neve).

Sono sicuro che moltissimi di coloro che abitano le latitudini della Puglia e del Sud Italia in generale (che poi è la stessa di altre località nelle quali spiccano inverni davvero rigidi) siano stati contagiati e, perchè no, sono ancora oggi ammalati di “lampionismo”. Questo può essere descritto in centinaia di modi…ma il significato più adatto potrebbe essere quello della meticolosa osservazione del lampione durante le irruzioni fredde che affliggono tutti i meteofreddofili. Ricordo come fosse ieri la mia prima volta: era marzo del 1987 e quello fu un evento storico per Castellana Grotte (in provincia di Bari ndr), probabilmente secondo solo al 1956… Ben 16 giorni ininterrotti di neve. Da quelle notti, quando mi alzavo per andare silenziosamente in bagno a “controllare” i lampioni di via Convento e verificare se vi fossero tempeste o solo se stesse fioccando, non sono più guarito ed ammetto che faccio parte di questa stramba categoria così brillantemente descritta nel seguente articolo…assolutamente da leggere! Sergio Carpinelli

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“Per capire meglio lo stato d’animo di un vero meteo appassionato freddofilo, in queste righe analizzeremo un aspetto unico che contraddistingue questa categoria di persone: il lampionismo (la cui persona è detta “lampionofilo”). Che il mondo di meteo appassionati sia per la stragrande maggioranza composto da amanti del freddo e dei fenomeni estremi è un dato di fatto. Spesso però alla gente non contagiata da questa passione sfuggono alcuni aspetti. In questo articolo analizzeremo una nota patologia che si manifesta con i suoi sintomi durante una nevicata o, in certi casi, durante una possibile nevicata: IL LAMPIONISMO. Innanzitutto diamone la definizione. Trattasi di lampionismo la meticolosa osservazione del lampione o dei lampioni stradali visibili dalla propria abitazione durante le ore di oscurità in caso di possibile nevicata o di manifesta precipitazione nevosa. Dobbiamo dire che il meteo appassionato è sempre informatissimo su questa possibilità e può capitare che inizi l’appostamento diverse ore prima del possibile evento: potrebbe infatti esserci un più rapido avvicinamento della perturbazione che potrebbe anticipare l’inizio delle precipitazioni e dunque per nessuna ragione al mondo ci si potrebbe perdere l’arrivo del primo fiocco. La stessa meticolosa osservazione viene effettuata anche in caso di pioggia allorquando si prevede l’arrivo di aria fredda in grado potenzialmente di tramutare le gocce di pioggia in neve. Queste sono le osservazioni più pericolose per le diottrie del freddofilo in quanto questi appostamenti potrebbero protrarsi inutilmente anche per ore con evidenti danni all’apparato visivo. Passiamo ora alla nevicata vera e propria. Può capitare che la precipitazione si protragga per tutta notte. Anche in questo caso si assistono a comportamenti piuttosto strani. Innanzitutto, persone che di solito si alzano durante la notte al massimo una volta o addirittura non sono abituati a farlo, le vedi clamorosamente “attive” con incursioni in bagno molto frequenti (chissà mai cosa avevano bevuto la sera!!) o altrettante visite in cucina o per bere un goccio o mangiare un grissino o equivalenti. E’ evidente che ogni alzata dal letto comporta una inevitabile osservazione del fedelissimo amico lampione. Sappiamo per certo anche di sistemi assolutamente ingegnosi messi in pratica per non dare troppo nell’occhio con queste alzate frequenti. Il più efficace si tratta di un complicato impianto di specchi che permette la diretta osservazione del lampione comodamente sdraiati nel proprio letto. Questo stratagemma indubbiamente consente una notevole riduzione delle incursioni notturne, ma in caso di nevicata forte la tentazione di alzarsi per vedere lo stato di accumulo del manto prende di tanto in tanto il sopravvento. Ma anche l’apparato uditivo del lampionista in questi casi è particolarmente sviluppato. Non c’è dubbio che si perda il passaggio dello spazzaneve con il caratteristico rumore del trattore abbinato allo sfregamento sull’asfalto della pala. L’argine di neve ai margini della carreggiata per un meteo appassionato rappresenta un patrimonio importantissimo per quando arriverà l’infausto momento dello scioglimento del manto bianco: più è alto e compatto e più durerà.

L’udito del meteo freddofilo è anche particolarmente allenato a distinguere il tipo di neve che sta cadendo. Come? Semplicemente dal rumore dei pneumatici delle autovetture che transitano sulla strada. E’ evidente che se sente il classico splic – sploc si tratterà di neve bagnata e la temperatura non sarà sotto lo zero. Quello che vorrebbe invece sentire è il rumore molto cupo e sordo tipico di fondo stradale innevato e indice inequivocabile di temperature sotto lo zero. In questi casi quando di autoveicoli ne ode sempre meno e non sente ancora arrivare lo spazzaneve inizia lo stato di euforia contenuta dettata dalla speranza che la neve sia talmente tanta che ormai si faccia fatica a circolare: a questo punto urge una immediata osservazione! Lo stato d’umore del lampionista potrebbe invece subire un pesante contraccolpo allorquando una prevista manifestazione nevosa dalla durata di tutta la notte si arresta prima del previsto. Pensieri del tipo “perché ha già smesso?” “Cosa è successo ?” “ Non è possibile: deve riprendere” ed altri ad essi assimilabili si accavallano nella tormentata mente che cerca immediatamente una eventuale soluzione. Ma il giusto premio di tutti questi sforzi è lei: la dama bianca. Ad orari assolutamente inusuali il freddofilo si alza, si veste rapidamente, ed esce con la pala in mano. La gioia di usare la pala ed entrare in contatto con il prezioso frutto di tanto penar non ha assolutamente eguali. Dove abita il lampionista lo si vede dall’orario della spalatura della neve e dalla straordinaria cura con la quale viene effettuata la pulitura in modo tale che anche un solo fiocco non vada disperso, ma accuratamente disposto e compattato in modo che potrà resistere il più a lungo possibile, magari nei punti più all’ombra. Ricordiamo che per un lampionista valgono molto di più 5 cm di neve davanti alla propria casa che 5 metri di neve sullo Stelvio: infatti la “sua” neve non ha valore, non ha prezzo e non si cambia con qualsiasi cosa esistente sulla faccia della terra. Ci tenevamo a svelare questi aspetti in modo tale che se vivete o avete contatti con una di queste persone, molti di questi comportamenti ora hanno una spiegazione. Siete però pregati di non intralciare questo tipo di attività in quanto il lampionista potrebbe diventare piuttosto suscettibile ed intrattabile. Sarebbe davvero un peccato in quanto normalmente durante il resto dell’anno trattasi di persone normali e tutto sommato buone e accondiscendenti”

 

 

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