Salve amici, il comportamento della stratosfera quest’anno è estremamente peculiare e andrebbe analizzato e studiato attentamente, oggi, in questo articolo, vedremo di cercare di capire i motivi di questo strano comportamento. Quest’anno, come detto più volte, il motore delle dinamiche tropo-stratosferiche è stata la troposfera, nel senso che le dinamiche climatiche hanno determinato eventi nella parte più bassa della nostra atmosfera che hanno influenzato la stratosfera che a sua volta ha nuovamente influenzato la troposfera in un circolo vizioso che ha determinato la estrema dinamicità del tempo di questo semestre freddo. Nello specifico, i riscaldamenti della troposfera, che a distanza di un anno dall’eccezionale ultimo episodio di el-nino, aveva molto calore da disperdere, hanno più volte determinato destabilizzazioni alle quote superiori che non sono però riuscite a determinare la spaccatura completa del VP. Questo perchè nel mese di dicembre il VP stratosferico ha subito un importante raffreddamento che ne ha determinato il rafforzamento. Dunque i forcing troposferici non hanno potuto mai determinare separazioni durature della “trottola” polare ma solamente deformazioni e disassamenti dalla sua posizione naturale (dislocazioni). Questa situazione è ben visibile nelle mappe che presentiamo qui di seguito.

Evidenti nelle immagini i forcing troposferici che “bucano” la troposfera e deformano il VP. Questi forcing continueranno per tutto il periodo preso in analisi.

E dopo le deformazioni il VP inizierà a ruotare spostando il suo centro di vorticità dal Canada fino alla Scandinavia come vedremo nelle prossime carte che analizzano il comportamento del VP in bassa stratosfera.

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Evidente il VP deformato e dislocato sulla Groenlandia determinare a 100 ore, settimana prossima, l’elevazione di un blocco atlantico che va a pescare aria continentale che ha per obiettivo il nostro paese. La dislocazione del VP impedirà che questa aria in arrivo sia troppo fredda, dunque è inappropriato parlare di Burian, sarà comunque aria fredda che potrà incentivare nevicate anche in pianura come vedremo nel dettaglio negli editoriali di previsione.gfs_z100_nh_f144.png

Il dislocamento del VP in zona canadese avrà poi la conseguenza di riattivare le correnti atlantiche con il possibile isolamento in cutoff sul nord della circolazione secondaria fredda, con possibili importanti nevicate sul nord Italia a fine prossima settimana.

In fine come detto, il VP tenderebbe a ricompattarsi cambiando la posizione del centro di vorticità in zona scandinava, ciò potrebbe porre le basi per un febbraio con nuove irruzioni gelide artico-continentali da confermare. Insomma, situazione dinamica, la morsa del gelo ci accompagnerà ancora a lungo.

 

 

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