Irrompe l’atlantico sull’Italia, e con esso tornano le piogge diffuse sul nord del paese e la neve sulle Alpi. Come avevamo previsto dunque entra in scena il flusso atlantico che porterà nelle prossime 72-96 ore precipitazioni abbondanti sul nord del nostro paese. Torneranno anche le nevicate soprattutto sulle Alpi nord-occidentali. Qui di seguito presentiamo una cumulata a 24 ore per le Alpi riferita alla previsione GFS di questa mattina per il prossimo sabato. Evidente la massima concentrazione delle nevicate sulle Alpi di nord ovest, classico risultato delle correnti da libeccio che interesseranno il nostro paese nel weekend. Dopo questa passata si aprono scenari nuovi come dicevamo nel corso dello scorso articolo.

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Qui di seguito presentiamo gli spaghi previsti per Bologna.bologna

Evidente come dopo l’aumento termico previsto per il weekend, fino al 6 febbraio, la media delle perturbazioni subisca un calo di circa 5°C, che per una media significa veramente tanto, e significa soprattutto, che ancora la entità del raffreddamento può subire importanti aggiustamenti. A questo proposito postiamo l’ultima emissione di UKMO

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Evidente sia l’esplosione del VP in vari brandelli vaganti ad est del continente europeo sia un ponte di Vejcoff con nuclei retrogradi in direzione del nostro paese. Ecco, questa è una delle possibili ipotesi per la prossima settimana, ipotesi che si scontra con quella del modello americano che vede una maggiore influenza delle correnti atlantiche con i nuclei freddi molto più a nord, come tra l’altro evidenzia la previsione a 144 ore della bassa stratosfera di oggi che qui di seguito riportiamo.

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Evidente sia il relativo ricompattamento del VP con il nucleo gelido siberiano molto lontano dall’Europa sia il blocco scandinavo molto settentrionale e il flusso atlantico ancora molto attivo sul sud Europa. Attenzione però, nell’ultimo pannello della previsione di oggi della bassa stratosfera la situazione cambia ancora radicalmente.

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Nella previsione riferita al prossimo 12 febbraio si vede evidente una nuova retrogressione gelida con obiettivo l’Italia settentrionale, che ripetiamo, appare tra le zone che potrebbero in febbraio subire i maggiori effetti del raffreddamento prossimo venturo, in quanto potrebbero risultare poste sulla linea di convergenza tra le correnti gelide collegate al nucleo siberiano in moto retrogrado e le correnti basso atlantiche. Insomma aspettiamo ancora fino a domenica prima di sciogliere la prognosi, febbraio dinamico ed aperto a diverse soluzioni, con l’Italia settentrionale possibile target di prossimi importanti peggioramenti a carattere freddo.

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