Siamo qui a confermare un final warming estremamente precoce che da un lato apre la porta alla Primavera, dall’altro ci impone di mettere in conto possibili scambi meridiani anche importanti. Vediamo il tutto con le consuete mappe della bassa stratosfera non prima di confermare il nuovo warming previsto a dieci giorni che determinerà, probabilmente da metà mese  una nuova destabilizzazione del VP. Ma andiamo con ordine. Per prima cosa mostriamo il nuovo riscaldamento alle 240 ore (dieci giorni) in stratosfera che determinerà una nuova separazione del VP in due lobi.gfs_t10_nh_f240.png

Stesso riscaldamento che viviamo in queste ore come vedremo, con separazione dei due lobi del VP. Dunque nuova energia in gioco per possibili scambi meridiani da metà mese. vediamo però ora cosa ci aspetta per la prima parte di marzo.

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Primo marzo, ansa depressionaria di stampo artico marittimo con interessamento di buona parte dell’ Europa centrale e marginalmente anche del nostro  nord che risentirà di questa irruzione nel corso della settimana con un marcato peggioramento delle condizioni meteo da mercoledì, con precipitazioni nevose oltre i 1000 m sulle Alpi.gfs_z100_nh_f120.png

4 Marzo, ripresa del flusso zonale a causa dello sprofondamento del lobo occidentale del VP sul Canada, forte libecciata prevista per il weekend con forte maltempo previsto a partire dalle regioni tirreniche da sabato prossimo.

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6 Marzo, split del vortice polare come da previsioni, a causa dello stratwarming che raggiunge in queste ore il suo acme come vedremo nella carta qui di seguito allegata.

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Ecco l’evento di Major Warming previsto dieci giorni orsono e puntualmente verificatosi nelle forme e nella potenza previste allora. Saranno dunque evidenti gli effetti di questa anomalia proprio entro la fine della prima decade di marzo.

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In questa carta riferita al 9 marzo appare evidente la ripartenza della wave2 e il possibile scambio meridiano sulle adriatiche. Notare la posizione del lobo principale del VP in posizione molto favorevole a irruzioni di tipo artico continentale. Confermiamo dunque la possibilità che un evento di ritorno a condizioni prettamente invernali, come d’altro canto tipico della stagione primaverile, possa verificarsi intorno alla fine della prima decade del mese. Seguiteci per gli eventuali sviluppi che breve potremo confermare o smentire.

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