Spesso la meteorologia ci smentisce nelle nostre analisi a lungo termine. Ci smentisce perchè ancora non sono affidabili le analisi a lungo termine, o meglio, quando si analizza la stratosfera, meno soggetta a perturbazioni per cui più affidabile nelle analisi a lungo termine, non sempre la troposfera reagisce immediatamente agli imput provenienti dall’alto e le forzanti troposferiche prevalgono rendendo imprecisa la previsione fatta sotto le indicazioni provenienti da 100 Hpa di altezza. Questo non significa che la stratosfera non sia un buon predictor, pubblicheremo in seguito degli studi dove dimostreremo che gli influssi startosferici hanno una grande importanza nelle reazioni troposferiche, ma, semplicemente, a volte, come quest’anno, le forzanti troposferiche hanno la meglio, ecco che pur confermato lo split stratosferico in troposfera, la parte di vortice polare che si sarebbe dovuta insediare in zona candese non determinerà il blocco atlantico previsto e il blocco gelido presente sulla Scandinavia rimarrà sul posto non spostandosi verso sud. Ecco che il futuro rimarrà per l’Europa un futuro in media termica come vedremo nelle prossime due immagini.

split

Ecco lo split, confermato a 24 ore, vorri farvi comprendere cosa non ha funzionato nella previsione fatta giorni fa. La parte in dislocazione canadese non si isola completamente ma si dipana in un corollario di depressioni che tengono bassa l’alta pressione delle Azzorre, queste sono le famose forzanti troposferiche, in genere determinate da anomalie temriche supericiali degli oceani, che possono costituire limite invalicabile alla correttezza della rpevisione. Dunque il blocco non regge, anzi trasla verso oriente e solo le regioni meridionali italiane subiscono l’influenza delle correnti fresche ed instabili con un weekend fresco, nevicate oltre i 1000 m e spiccata instabilità.

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Il futuro nel modello di oggi appare sostanzialmente in media termica, ma non escludiamo, come vedremo alla fine dell’articolo, un ritorno a condizioni prettamente invernali nel corso di questo mese e vediamo ora il perchè.gfs_t10_nh_f240

Come vediamo in questa carta riferita ai 10 Hpa per il prossimo 20 marzo, vediamo non solo un nuovo riscaldamento stratosferico ma il VP diviso ormai in due tronconi, il secondo dei quali, ancora ben radicato in zona scandinava potrebbe interagire più a sud con il resto del continente al primo blocco atlantico più deciso.

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