La protagonista delle estati afose sul nostro Mediterraneo è la famigerata alta pressione africana, una alta pressione determinata dalle dinamiche atmosferiche a grande scala che nei mesi estivi determinano basse pressioni permanenti sulle zone equatoriali e di converso, a causa dei venti discendenti a nord e a sud dell’equatore, alte pressioni permanenti a nord ed a sud di queste zone. In particolare sul nord Africa, questi venti di caduta trovano un altopiano vasto dove determinano appunto, anche a causa dell’elevato soleggiamento, una vasta area di alta pressione, detta con vari nomi, tra i quali il più diffuso è “Il Gobbo di Algeri” a causa della zona di provenienza di questo rovente alito caldo e delle caratteristiche, spesso prefrontali, che lo accompagnano con la peculiare forma a gobba o campana che lo caratterizza. La invadenza di questa figura sul Mediterraneo è determinata da vari fattori tra i quali, senza dubbio tra i più importanti è il l’ITCZ, Intertropical Convergence Zone, in parole povere il confine che intercorre tra le zone delle piogge determinate dal flusso monsonico e quelle dove prevalgono invece i venti secchi di caduta che dicevamo all’inizio dell’articolo. Più è a nord questa linea più a nord si troveranno le cellule di alta pressione africana, e più sarà probabile la traslazione di esse verso le nostre regioni mediterranee. Con questo primo articolo e con i prossimi forniremo la traduzione del decadale resoconto del NOAA, CHE POTRETE VEDERE AUTONOMAMENTE GRAZIE AL NOSTRO BOTTONE DEDICATO AL MONITORAGGIO IN CONTINUO DI QUESTO IMPORTANTE PARAMETRO.

Durante la seconda decade di maggio l’ITCZ ha subito un avanzamento verso nord per tutta la sua lunghezza. La parte occidentale del fronte è stata localizzata ad una latitudine di 15,8°N più a nord rispetto alla sua posizione normale (14,5°N) per la metà di maggio e 1,3° più a nord rispetto alla sua posizione precedente. La maggior parte dell’avanzamento del fronte è avvenuta tra la latitudine di 0° e quella di 5°N a causa delle pesanti piogge in avanzamento sul Burkina Faso. La parte orientale dell’ITCZ ha subito un forte avanzamento verso nord pari a 3° rispetto alla sua precedente posizione. La sua posizione è di 2,4° più a nord rispetto alla posizione normale per la seconda decade di maggio ed è dovuta all’anomala spinta dell’umidità sulla sua estrema parte orientale.

Possiamo dunque attenderci nel prossimo periodo una tendenza marcata all’avanzamento dell’alta pressione africana, che se non modulata dall’alta pressione delle Azzorre o dal flusso atlantico potrebbe aprire la prima fase veramente calda della stagione.

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