Diamo nota, come al solito del decadale resoconto dell’ITCZ redatto dal NOAA

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Fig.1

Dall’11 al 20 luglio l’ITF ha registrato un avanzamento verso nord rispetto alla sua posizione precedente lungo l’intero suo asse. L’avanzamento è stato molto pronunciato lungo la sua porzione occidentale con una posizione vicina ad un grado e mezzo più a nord rispetto alla decade precedente. La porzione occidentale (10W-10E) dell’ITF è stata approssimata ad una latitudine di 20,6°N, che è stata molto più a nord della posizione normale per questo periodo di 2,1 gradi. Ciò è stato provocato da un significativo incremento delle precipitazioni sul nord del Mali, Nigeria ed Algeria. La porzione orientale del fronte (20E-35E) è stata localizzata sui 16,5 gradi di latitudine nord, che è più a nord rispetto alla posizione normale di 0,4°. Ciò è stato il risultato di un’altra decade di piovosità più alta della media sull’Etiopia occidentale e Sudan. La fig.1 mostra la posizione attuale dell’ITF relativamente alla sua posizione climatologica nella seconda decade ed alla sua precedente posizione durante la prima decade di luglio. Le figure 2 e 3 sono le serie storiche , illustranti i valori della libidine media della porzione occidentale ed orientale, rispettivamente, ed le loro evoluzioni dall’aprile del 2017.

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Fig.2 

 

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Fig.3

Insomma, sembra che quest’anno l’ITCZ voglia battere tutti i record, soprattutto nella sua parte occidentale, ciò ha determinato già il più caldo giugno della storia in Spagna e promette di non risparmiare la penisola iberica neanche in questo ultimo scorcio di luglio. Infatti la Spagna sarà ancora l’obiettivo principale delle rimonte di un anticiclone africano che promette di farci compagnia ancora a lungo in questa estate 2017. Anche la nostra penisola dovrà dunque fare i conti con l’ingombrante figura stabilizzante algerina. Siamo di fronte ad una situazione molto anomala, in parte mitigata da una certa dinamicità del flusso oceanico che riesce a modulare l’influenza dell’anticiclone africano attraverso ripetuti break temporaleschi che si ripresenteranno anche la prossima settimana prima di una probabile nuova fase calda a fine mese. Ricapitolando: estate sulle montagne russe con il gobbo di Algeri sempre in agguato.

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