Il caso, ha voluto che questo articolo sul cambio di segno della QBO (Quasi Biennal Oscillation) capitasse durante la più forte ondata di caldo degli ultimi anni. Singolare infatti che oggi si possa già parlare di inverno con quasi quattro mesi di anticipo. In effetti l’articolo che scrivo oggi non è una previsione ma una constatazione climatologica. Gli inverni con QBO negativa sono caratterizzati spesso da azioni retrograde e scambi meridiani. Ciò è dovuto alla inversione dei venti stratosferici tropicali che da occidentali divengono orientali, questo spesso è correlato ad inverno del nord emisfero particolarmente freddi, a causa di improvvisi stratwarming e destabilizzazioni conseguenti del Vortice Polare. In particolare, in questo articolo presenteremo una carrellata climatologica degli inverni susseguenti ad un cambio di QBO registrato a giugno come quest’anno. Ciò è avvenuto negli anni: 2009-1991-1986-1981-1967-1951. Presentiamo ora qui di seguito la mappa delle anomalie termiche invernali registrate nei sei inverni successivi a questi appena indicati.

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Evidente come il nord Europa e l’Italia centro settentrionale subiscano in queste annate mediamente temperature inferiori alla media con picchi minimi nel cuore della Russia europea. Molto interessante inoltre dare una occhiata alle anomalie dei geopotenziali in zona emisferica per questi stessi inverni.

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Evidentissima l’anomalia positiva in zona polare sintomo di una alta pressione in posizione anomala e ancora più impressionante il cordone di basse pressioni a latitudini temperate. Situazione di NAO– insomma. Ancora più interessanti sono le risultanze dei pannelli riferiti ai singoli mesi invernali. Partiamo da Dicembre.

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Diffuse anomalie con cuore gelido sulla Russia, tutta l’Europa sotto media.

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Impressionante condizione di NAO negativa sull’Europa, VP praticamente esploso, non a caso annoveriamo tra questi sei anni succitati la grande irruzione del dicembre del 2009 con temperature a due cifre sotto zero in Val Padana.

Vediamo Gennaio

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Ancora anomalie diffuse in Europa con particolare riferimento alla zona oltralpe, più esposta ad una circolazione mediamente orientale continentale.

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La mappa delle anomalie di geopotenziale ribadisce una persistente zona di basse pressioni alle medio-basse latitudini con le alte pressioni che dominano in zona polare. Annoveriamo tra i gennaio del passato rientranti nel novero di quelli utilizzati per questa statistica il gennaio del 2010, molto rigido e quello del 1968 con una delle più pesanti irruzioni artiche continentali della storia recente.

Passiamo infine a febbraio

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Più lievi le anomalie nel mese di febbraio che comunque riconferma un sotto-media termico su buona parte del continente compreso il sud peninsulare italiano.

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Ancora condizione di NAO negativa diffusa su tutto il nord emisfero. Insomma, come detto in apertura questa non vuole essere una previsione ma una statistica climatica. Possiamo però dire una cosa, in questa caldissima estate 2017, un parametro a favore di un inverno sottomedia, quest’anno ce lo abbiamo già, e non è poco…

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