Diamo come al solito la traduzione italina del consueto bollettino decadale dell’ITF

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Fig.1

Dal primo al 10 di agosto, l’ITF si è spostato verso nord, con un significativo avanzamento lungo le porzioni centrali dell’Africa occidentale. La media della porzione occidentale (10W-10E) dell’ITF è stata localizzata intorno ai 20,9°N, che è, in modo anomalo, a nord della posizione climatologica di 1,6°. Ciò è il risultato di piogge da moderate a pesanti e comunque al di sopra della media, sulle aree del Mali, Burkina Faso, e Niger. La media della porzione orientale (20E-35E) dell’ITF è stata approssimata a 18,3°N, che è anch’essa stata più a nord della posizione normale di 1,1°. Ciò è stato il risultato di piogge da lievi a moderate e comunque al di sopra della media, registrate sul Sudan centrale e orientale. La figura 1 mostra la posizione attuale dell’ITF relativamente alla posizione climatologica durante la prima decade di agosto e la sua precedente posizione durante la terza decade di luglio. Le figure 2 e 3 sono le serie storiche, che illustrano, i valori medi latitudinali delle porzioni orientali e occidentali dell’ITF, rispettivamente, e le loro evoluzioni dall’aprile 2017.

 

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Fig.2

 

 

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Fig.3

 

Siamo dunque alle solite, l’ITF non vuole saperne di arretrare, la sua posizione continua ad essere più a nord del normale, soprattutto nella sua parte occidentale. Ciò determinerà anche nei prossimi giorni un bacino di aria calda sull’ Algeria e Marocco, pronta ad invadere il Mediterraneo settentrionale. Ora, questa condizione porta a due conseguenze: l’estate continuerà anche nei prossimi dieci giorni. Le cosiddette “rotture del tempo” determinate dalle infiltrazioni di aria fresca atlantica, che inizieranno ad essere più decisi, complice un raffreddamento alquanto precoce delle regioni polari, potrebbero ancora portare nei prossimo futuro ad eventi di maltempo estremo come abbiamo visto in questi ultimi giorni. Dunque ancora probabili avvezioni calde, non più come quelle appena vissute, l’estate entra nella sua fase calante, ma il “Gobbi di Algeri” sarà duro a morire.

 

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