Siamo agli sgoccioli, le condizioni di caldo anomalo che hanno contraddistinto il clima degli ultimi dieci giorni sono ormai al termine. Come abbiamo più volte descritto negli ultimi articoli, il pattern europeo sarà drasticamente mutato a causa di tre radicali cambiamenti che interesseranno l’Europa dalle prossime ore. Prima di tutto avremo una diminuzione delle temperature, a causa di una retrogressione continentale che probabilmente transiterà leggermente a nord delle Alpi, in un secondo tempo avremo l’entrata franca di un impulso perturbato atlantico. In questa prima fase confermiamo la possibilità intorno ai giorni 15 e 16 gennaio di nevicate in pianura al nord, naturalmente da confermare. Poi, probabilmente l’Europa e l’Italia potrebbero entrare in una fase spiccatamente invernale. Vediamone le cause e i possibili risvolti analizzando le mappe a 500 Hpa del nord emisfero di GFS-12 e ECMWF nel long range (216-240 ore)

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ECMWF-12

Le prime due carte mettono a confronto la previsione di GFS-12 ed ECMWF per le ore 12 del 19 gennaio. In entrambe le carte possiamo vedere una evidentissima crisi del vortice polare a causa della formazione di una cellula di alta pressione polare. In Reading essa è accompagnata da una forte alta pressione russa e da un flusso atlantico ancora molto attivo, l’altra, quella di GFS, vede la formazione di uno schietto blocco delle correnti atlantiche, a causa della fusione dell’anticiclone delle Azzorre con l’anticiclone finnico.

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In entrambe le visioni previsionali, l’Europa entra in una fase perturbata dalle caratteristiche fredde, più umida la visione di Reading, nella quale sarebbero penalizzate le regioni settentrionali, più secca e fredda quella di GFS dove sarebbero le regioni adriatiche e meridionali quelle più penalizzate. In entrambe però ci sono le premesse per una terza decade ed un proseguo dell’inverno dal registro del tutto opposto rispetto a quello attuale. Seguiteci nei prossimi aggiornamenti per conoscere le evoluzioni di un gennaio che potrebbe presentare due volti…

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