gfs_t10_nh_f00.png

Lo stratwarming è andato in porto, e come spesso accade quando la QBO è negativa il disturbo alle alte quote si sta ora diffondendo lentamente in troposfera. Guardando questa immagine, con la quale apriamo l’articolo, vediamo plasticamente la divisione del VP in due tronconi: uno in Pacifico l’altro tra Siberia e Europa. Indubbiamente configurazione molto rara. 10mb9065.png

Evidente anche il riscaldamento ai 10 Hpa che raggiunge i livelli massimi storici. Vediamo però ora come questo disturbo stratosferico potrebbe diffondersi in troposfera, analizzando le carte dei GM confrontando Reading con GFS a riferimento emisferico.

GFSOPNH06_180_2.png
GFS A SETTE GIORNI: CARTA A 850 HPA

Evidente la separazione del VP in due tronconi, quello americano e quello indoeuropeo, a causa di una evidentissima alta pressione polare risultato dello stratwarming, posizionata tra Norvegia e Svalbard. Evidente inoltre l’invadenza e l’attività del vortice canadese pronto a determinare infiltrazioni umide atlantiche con conseguente deviazione del flusso gelido verso l’Inghilterra.

ECMOPNH00_168_2.png

Secondo Reading, invece, l’alta pressione polare, lo stesso giorno, è posizionata molto più a nord-est tra Penisola di Polare e Nova Zemlja. Ma soprattutto, il Vortice canadese si “arriccia” con depressioni che raggiungono il valore di 965 Mb determinando, di fatto, l’elevazione del blocco atlantico e la deviazione del nocciolo gelido verso il Mediterraneo.ECMOPNH00_168_1.png

GFSOPNH06_144_1.png

Ci sono 20 millibar di differenza in Pieno Atlantico nei due modelli, sarà proprio qui che si deciderà se il prossimo evento meteo, che per buona parte dell’Europa sarà decisamente crudo, interesserà più o meno direttamente l’Italia. Oggi possiamo affermare che quasi certamente il nord Italia subirà effetti sotto forma di freddo e precipitazioni, ma siamo certamente nelle condizioni più favorevoli per improvvisi e imprevedibili stravolgimenti dei modelli matematici. Ricordo, che durante l’irruzione storica del 2012 potemmo avere la sicurezza che l’Italia sarebbe stata interessata solo intorno al 30 gennaio, cioè circa a 48-72 ore dall’evento. Dovremo quindi aspettare almeno lunedì prima di avere una visione chiara di quello che ci aspetta.

Annunci