Molti siti meteorologici nei giorni scorsi avvertivano della possibilità di un ritorno in grande stile dell’inverno sull’Europa, tutto ciò a causa dell’onda lunga della destabilizzazione stratosferica che ha interessato il nord emisfero orami dalla metà dello scorso febbraio.

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Evidentissimo il picco termico anomalo raggiunto nello scorso febbraio dalla alta stratosfera, valore record per il periodo registrato, ma non assoluto.

Bene la tendenza a incursioni antizonali alle alte latitudini sembra poter riacutizzarsi dopo il reset determinato all’indomani dell’esaurirsi del grande gelo degli ultimi giorni di febbraio. Infatti oggi i principali modelli meteorologici individuano la formazione di un alta pressione scandinava con conseguente azione retrograda verso l’Europa. L’avanzamento della stagione non permetterà una fase fredda troppo lunga, parliamo probabilmente di 2-3 giorni al massimo, ma non escludiamo eventi precipitativi, a carattere nevoso, cospicui, come spesso è accaduto in queste situazioni in passato, e soprattutto non possiamo escludere altri eventi perturbati a carattere freddo nelle prossime settimane. Per il momento presentiamo le due mappe relative al prossimo 19 marzo secondo Reading e GFS.

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Differenze importanti tra Reading e GFS: secondo il modello europeo il vortice polare appare meno compatto, con conseguente maggiore coinvolgimento gelido dell’Europa a causa della formazione di ben due nuclei freddi in azione retrograda, uno dei quali entrerebbe addirittura dalla Valle del Rodano con possibili nevicate diffuse sul centro-nord e Tirreno, la seconda invece indica una ripresa molto rapida del VP, molto più compatto secondo GFS, con conseguente taglio dell’alimentazione fredda e semplice episodio freddo-fresco per l’Italia con nevicate sulle colline adriatiche del centro-sud. Grande incertezza dunque, ma la primavera potrebbe mostrare presto la sua faccia fredda ed instabile. Seguiteci per capire come la situazione si evolverà.

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