Abbiamo aspettato fino all’ultima decade di maggio per scogliere la prognosi dell’estate 2018. Ricordiamo che le nostre sono previsioni sperimentali e che quindi servono solo da indicazione meteo-climatica e non come previsione a tutti gli effetti. Sono molte infatti le variabili che abbiamo considerato nel nostro studio ma altre le abbiamo tralasciate per mancanza di informazioni o serie storiche attendibili,  questi purtroppo sono i limiti delle previsioni stagionali, ma non disperiamo di aver fatto un buon lavoro, anche perché il risultato ci ha dato una indicazione molto interessante, solo due anni infatti hanno raggiunto livelli di aderenza con le condizioni iniziali dell’anno 2018 e non sono due anni qualunque, sono due anni: il 2002 ed il 2006 entrambi caratterizzati da una estate traballante ma un mese di giugno rovente. Potrebbe essere questo il canovaccio anche dell’anno 2018? Vedremo. Veniamo quindi a noi con le nostre previsioni partendo da giugno.Ckml4nF16M

Il giugno 2018 potrebbe essere contraddistinto da una caratteristica che, in effetti, appare evidente già oggi nelle analisi delle carte sinottiche: un vortice polare molto compatto con le alte pressioni “stirate” sui paralleli delle medie latitudini. E’ quello che infatti stiamo sperimentando nel corso di questi ultimi giorni di maggio e potrebbe contraddistinguere anche il prossimo mese. Le conseguenze di questo stato di cose le vedremo nelle carte seguenti.

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Le anomalie di geopotenziale previste per il prossimo giugno in Europa. Evidentissimo l’afflato caldo di origine africana che invaderebbe l’Europa con una direttrice particolarmente interessante perché colpirebbe molto più a nord-ovest rispetto al normale con le zone centrali europee particolarmente penalizzate, compreso il nostro settentrione. Le regioni meridionali soffrirebbero invece di una circolazione debolmente instabile dai quadranti orientali.

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Potremmo dunque vivere un giugno caldo, molto caldo su tutta l’Europa, ad eccezione del Portogallo e dell’Irlanda oltre che di parte dei Balcani, in particolare sarebbero le regioni scandinave a subire i picchi massimi delle anomalie calde con il centro Europa anche particolarmente calde. In Italia le maggiori anomalie calde potrebbero colpire le regioni centro-settentrionali, mentre il resto dell’Italia potrebbe avere anomalie più contenute a causa della debole circolazione instabile che dicevamo.

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Dicevamo della circolazione debolmente instabile sulle regioni meridionali, visibile anche in relazione alle precipitazioni previste al di sopra della norma. Condizioni di siccità invece potrebbero colpire le nostre regioni settentrionali.

Passiamo ora invece al quadro previsto per l’estate: dicevamo, peculiare il fatto che le aderenza meteo-climatiche delle condizioni alla terza decade di maggio ci portino a segnalare importanti somiglianze con le due estati senza dubbio più perturbate degli ultimi vent’anni: il 2006 ed il 2002. Due annate che delineano un periodo estivo perturbato come vedremo nelle carte qui di seguito.

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Evidentissima la causa dell’anomalia di questi due anni che, con tutte le cautele del caso, potrebbe ripresentarsi quest’anno: forte anomalia positiva di geopotenziale sulla Scandinavia con conseguente condizione di tempo perturbato alle medio-basse latitudini con l’Italia particolarmente penalizzata da questa configurazione.

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Condizioni termiche che risentirebbero di questa configurazione con temperature nella media sull’Italia, fortemente positive sulla Scandinavia, medie termiche al netto di un giugno sopra la media, come evidente dalla mappa successiva riferita alle medie termiche da luglio a settembre.

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Evidenti ora le anomalie termiche negative su buona parte dell’Italia, in particolare per le regioni adriatiche. Concludiamo con le precipitazioni.

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L’estate potrebbe essere molto perturbata, praticamente l’opposto di quella dell’anno scorso. Queste anomalie violente e reiterate segnano forse un primo campanello d’allarme, ma è presto per dirlo, confermeremo meglio la nostra prognosi nella prossima emissione. Seguiteci.

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