Abbiamo, negli scorsi anni, intrapreso un interessante, a mio parere, esperimento, su studenti adolescenti, appartenenti al terzo anno della scuola secondaria di primo grado. Abbiamo cercato di capire se essi fossero in grado di leggere, capire e fare la sintesi dei più importanti testi della scienza moderna. Siamo partiti due anni fa da: “L’Origine delle Specie” di Charles Darwin mentre lo scorso anno le nostre attenzioni si sono concentrate su: Principia matematica” di Isaac Newton. Quest’anno abbiamo deciso di approfondire le leggi dell’ereditarietà di Gregor Mendel. L’esperimento di quest’anno appare molto interessante per diversi motivi: il primo è che il libro di Gregor Mendel, si configura come un classico esempio, di metodo scientifico applicato ad un caso reale. C’è, infatti tutto, in questo libro: osservazione del fenomeno studiato, esplicitazione puntuale delle variabili da studiare all’interno delle piante di pisello, osservazione meticolosa dei risultati ottenuti nell’esperimentazione, esplicitazione della teoria da dimostrare, esperimento e discussione dei risultati ottenuti in relazione ai risultati attesi, esplicitazione delle leggi dimostrate dagli esprimenti intrapresi. Inoltre, il libro è così completo e chiaro, nella sua esposizione, che ogni singolo esperimento è facilmente ripetibile ed invita i suoi lettori a replicare l’esperienza del noto scienziato. Ho infatti registrato, con mia grande soddisfazione, che ben due studenti hanno iniziato, sulle orme di Gregor Mendel, un analogo esperimento nel proprio giardino, esperimento, che mentre scrivo, continua con i risultati attesi per primavera. Altro elemento di interesse è che le leggi dell’ereditarietà, come molti scritti scientifici, non ebbe subito successo all’interno della comunità scientifica dell’epoca. Gregor Mendel, non era un famoso cattedratico, anzi, le numerose lettere, spedite a molti biologi del tempo, in cui veniva presentato questo lavoro, tra cui lo stesso Darwin autore del già famoso scritto l’Origine delle Specie, non trovarono risposta tranne che in un caso, e lo stesso Darwin non ritenne interessante questo testo, che invece rappresenterà nel novecento proprio il tassello mancante per far accettare alla comunità scientifica la sua rivoluzionaria teoria. L’esplicitazione, di questo difficile percorso storico degli studi di Mendel, nell’introduzione del libro, ha molto incuriosito i miei studenti che hanno potuto osservare direttamente come il percorso di evoluzione del pensiero umano sia tutt’altro che lineare come può apparire nei libri di testo, ma è soggetto, come tutte le cose umane, a : accelerazioni improvvise, battute d’arresto, invidie, pregiudizi e molti altri accidenti che sui libri di testo non vengono riportati. Ho ritenuto, infine, molto utile, la lettura di questo testo, per sradicare dalla programmazione comune, Gregor Mendel, dal consueto schema proposto nei libri scolastici, con le sue tre leggi, i suoi “piselli” spesso fonte di scherzo ed irrisione, e riportarla alla sua esatta dimensione: quella di una straordinaria serie di esperimenti condotti sul pisum sativum, scelto per ben determinati motivi, tutti puntualmente spiegati nel testo,  fonte di una delle più importanti e straordinarie, per l’assoluta mancanza di basi scientifiche solide come le attuali, scoperte scientifiche dell’ottocento. Gregor Mendel dunque esce dall’angolino dedicatogli dalla programmazione scientifica del terzo anno per riprendersi la scena come grande protagonista dello sviluppo scientifico umano di tutti i tempi. 

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