In climatologia è essenziale dare un senso a tutte le anomalie che vengono registrate, anche le più, apparentemente, insignificanti, quando però siamo di fronte a grandi anomalie, diventa essenziale capire come esse verranno tradotte dalla grande macchina climatica nei pattern atmosferici futuri. Siamo di fronte ad una anomalia storica delle temperature polari, una fortissima anomalia positiva che mostriamo qui di seguito.

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In questo grafico, che registra le medie termiche per le zone del pianeta al di sopra dell’ottantesimo parallelo, appare evidentissima una pesante anomalia positiva, parliamo di quasi 15 gradi oltre le medie stagionali, anomalia, tra l’altro, molto repentina visto che fino a qualche giorno fa l’andamento delle medie delle temperature, a quella latitudine, era pressoché normale. Va detto che non è inusuale che in queste zone del pianeta si registrino importanti anomalie positive, sopratutto negli ultimi anni, anche molto superiori a quelle registrate oggi, ma è la prima volta che ciò accade così presto nel corso del semestre freddo, infatti durante l’inverno, soprattutto da dicembre in poi, si registrano sovente riscaldamenti repentini della zona polare dovuti a scambi meridiani con le più basse latitudini, ma ciò avviene quando il gradiente tra le alte e le basse latitudini si fa importante, appunto in inverno inoltrato. Nello specifico l’anomalia attuale è la più pesante mai riscontrata. Per farvi capire l’entità della suddetta anomalia presenteremo le anomalie precoci riscontrate negli anni passati e poi una mappa del nord emisfero dove possiamo individuare le zone maggiormente colpite da questo riscaldamento e successivamente andremo a raffrontare  l’attuale situazione con quelle riscontrate in altri anni contraddistinti da inizi di ottobre con anomalie paragonabili.

Evidentissima l’entità dell’attuale anomalia a confronto con quelle degli scorsi anni.

 

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Nello specifico l’attuale situazione artica assomiglia molto a quella del 2009, citiamo non a caso questo anno perchè esso fu contraddistinto da una persistente anomalia calda sulle Aleutine, responsabile nel corso dell’inverno di ripetuti eventi di TST (riscaldamenti troposfera-stratosfera-troposfera) responsabili della assoluta instabilità del vortice polare già dalla fine del mese di novembre. Ciò determinò una delle invernate più fredde e nevose degli ultimi anni, era anche quello un anno contraddistinto dal minimo solare. Naturalmente queste sono solo linee di tendenza e andranno monitorate nel corso del tempo, soprattutto andrà monitorato il comportamento della stratosfera in riferimento ai forcing troposferici. Insomma la stagione in divenire inizia ad esprimere i suoi elementi peculiari, le anomalie artiche aleutiniche ne faranno senza dubbio parte.

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