Si fa un gran parlare della siccità in atto sul nostro nord Italia, come al solito occorre confrontare le sensazioni e gli articoli roboanti con la realtà dei dati, lo faremo in questo articolo. Partiamo dall’analisi climatica del mese di marzo in corso.

Evidente la configurazione emisferica responsabile del lungo periodo di tempo stabile che ha contraddistinto il mese in corso. Un classico esempio di pattern zonale “alto” con un vortice polare molto profondo e compatto per il periodo, decisamente anomalo, con conseguente “stiramento” della alte pressioni sulle medie latitudini europee e asiatiche.


Ecco spiegata l’attuale siccità come vedremo nella prossima immagine.

Come possiamo bene vedere dalla mappa “paradossalmente” le regioni che hanno subito le variazioni dalla media più estreme nel corso del mese, dal punto di vista precipitato, sono state quelle meridionali, ioniche per la precisione, mentre il nord è stato flagellato dalla siccità nella sua parte occidentale, Liguria e basso Piemonte, con discrepanze comunque lievi rispetto alla media. Se però allarghiamo l’orizzonte agli ultimi 40 giorni, dal 10 febbraio ad oggi, possiamo notare una situazione un po’ diversa.

Evidenti infatti le anomalie precipitati su tutto il paese, ma, ancora una volta, i massimi valori di siccità si riscontrano su: Puglia, Lucania e Campania, mentre ancora una volta, le Alpi risultano in media precipitata, eccetto quelle occidentali, e la siccità delle regioni nord-occidentali appare non così grave come quella, per esempio dell’Emilia o del Veneto. Se, infine allarghiamo lo sguardo agli ultimi sei mesi, la situazione appare molto differente dai “titoloni” giornalistici.

Tutta l’Italia sotto anomalie precipitative positive, dunque alcuna siccità in atto. Almeno nessuna situazione anomala dal punto di vista climatico, dobbiamo quindi pensare che la siccità sia figlia di una cattiva gestione delle risorse idriche? Lascio a voi la semplice risposta.

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