Salve, quello a cui stiamo per assistere è un evento dagli sporadici precedenti, e i cui effetti si potranno descrivere solo alla fine di domani. Una massa di aria artica continentale si è mossa nei giorni scorsi dalla Scandinavia ed ha raggiunto in breve tempo l’Europa centrale, addossandosi alle Alpi, presto irromperà, dalla Porta del Rodano e da quella di Bora determinando la formazione di un veloce, ma intenso peggioramento soprattutto sull’Emilia.

Questo diagramma, che evidenzia il novero tutte le “perturbazioni” dell’ultima emissione del modello matematico GFS-12, evidenzia tre importanti elementi, che stanno alla base delle caratteristiche di eccezionalità dell’evento e della difficoltà della previsione su tali basi. Il primo elemento è quello termico: passeremo, al suolo, su Bologna dagli attuali 15° ai 5°C nel giro di 12 ore, o poco più, questo ci dice che, tutti i modelli matematici prevedono temperature ampiamente positive domani mattina, ma c’è di più, i livelli precipitativi, indicati dal diagramma in basso vedono picchi precipitativi variabili dai 20 ai 40mm in poche ore. Dunque: abbiamo un mix tra rovesciamento di aria fredda per sollevamento adiabatico di aria calda preesistente e formazioni intensi fenomeni convettivi (temporali) e entrata franca di masse d’aria fredda a tutte le quote. Ciò, potrebbe determinare durante i fenomeni più violenti, temperature al suolo ben inferiori ai 5°C indicati dal diagramma e soprattutto fenomeni nevosi, che ricordiamo, a Modena e Bologna mancano, a maggio dal 1861. Le possibilità ci sono tutte e aumentano rispetto allo scorso articolo come vedremo qui di seguito.


Colonna d’aria secondo il modello di previsione MOLOCH temperature negative a 850 Hpa su tutta l’Emilia con temperature a 950 Hpa inferiori a 2°C sul modenese alle ore 9,00. Questo sarà il momento più importante perché se le precipitazioni dovessero essere intense, come pare, potremmo rivedere la “neve di maggio” su Modena, meno possibilità invece sul bolognese, che comunque, dovrebbe attendere le ore 11,00 per “vedere” una colonna d’aria più propizia. Dicevamo comunque, che gli effetti in atmosfera di un evento così “estremo” sono difficili da prognosticare, una cosa appare però certa: accumuli importanti-molto importanti sugli Appennini dai 400-500m in su come la cartina, sempre di BOLAM ci suggerisce.

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